1° maggio: dalle origini ai nostri giorni

Le origini del Primo Maggio negli Stati Uniti

Le origini del Primo Maggio come giornata internazionale del lavoro trovano le proprie radici nel contesto statunitense della seconda metà del XIX secolo, segnato da profondi mutamenti economici, industriali e sociali. In questo periodo, l’espansione del capitalismo industriale comportò un’intensificazione dello sfruttamento della manodopera e l’emergere di un nuovo soggetto sociale: il proletariato urbano. Le prime forme organizzative dei lavoratori riflettono tanto le aspirazioni quanto i limiti ideologici e culturali dell’epoca.

Nel 1866, a Baltimora, viene fondata la National Labor Union (NLU), il primo sindacato nazionale degli Stati Uniti. La NLU rappresenta un tentativo pionieristico di coordinamento delle istanze dei lavoratori su scala nazionale. Tuttavia, essa si caratterizzò per un'impostazione esclusiva, rifiutando l’adesione a donne, afroamericani e lavoratori cinesi1.

Il 1º maggio 1867, a Chicago, fu promulgata una legge che introduceva per la prima volta la giornata lavorativa di otto ore. Tale evento fu accompagnato da una significativa manifestazione popolare, che vide la partecipazione di circa diecimila lavoratori2. Questa data assunse sin da subito un valore simbolico nella storia del movimento operaio statunitense.

Parallelamente, nel 1869, nacquero due importanti organizzazioni sindacali: da un lato, i Knights of Labor (Ordine dei Cavalieri del Lavoro), fondati a Filadelfia, che diventeranno una delle principali forze del sindacalismo statunitense3; dall’altro, la Colored National Labor Union (CNLU), fondata da ex membri afroamericani esclusi dalla NLU, espressione di un sindacalismo nero autonomo che rivendicava non solo diritti economici, ma anche l’uguaglianza razziale4.

L’8 dicembre 1886 venne istituita l’American Federation of Labor (AFL), federazione di sindacati che si distinse per un orientamento pragmatico e apolitico, focalizzato su rivendicazioni salariali e contrattuali piuttosto che su un cambiamento strutturale del sistema economico5.

Il 1º maggio 1886 rappresenta un punto di svolta fondamentale. In quella data, a Chicago, fu proclamato uno sciopero generale per rivendicare l’effettiva applicazione della giornata lavorativa di otto ore. Lo sciopero, che coinvolse decine di migliaia di lavoratori, degenerò rapidamente in violenza: il 3 maggio la polizia aprì il fuoco sui manifestanti, causando due morti e numerosi feriti. L’indignazione popolare culminò il giorno successivo con il noto episodio della rivolta di Haymarket; durante una manifestazione in piazza, un ordigno esplosivo fu lanciato contro le forze dell’ordine, provocando la morte di sette agenti e il ferimento di altri dodici6. La reazione repressiva fu severissima: otto esponenti del movimento anarchico furono arrestati, quattro dei quali condannati a morte, nonostante l’assenza di prove dirette della loro responsabilità nell’attentato7.
 


1 Fink, L. (1993). Workingmen’s Democracy: The Knights of Labor and American Politics. Urbana: University of Illinois Press, p. 21.

2 Montgomery, D. (1987). The Fall of the House of Labor: The Workplace, the State, and American Labor Activism, 1865–1925. Cambridge: Cambridge University Press, p. 47.

3 Commons, J. R. et al. (1918). History of Labour in the United States. New York: Macmillan, vol. II, p. 170.

4 Franklin, J. H. (1980). From Slavery to Freedom: A History of African Americans. New York: McGraw-Hill, p. 285.

5 Dubofsky, M., & Dulles, F. R. (2004). Labor in America: A History. Wheeling, IL: Harlan Davidson, p. 92.

6 Green, J. (2006). Death in the Haymarket: A Story of Chicago, the First Labor Movement and the Bombing that Divided Gilded Age America. New York: Pantheon, pp. 163–176.

7 Avrich, P. (1984). The Haymarket Tragedy. Princeton: Princeton University Press, pp. 276–300.

8 Hobsbawm, E. (1994). Nations and Nationalism since 1780: Programme, Myth, Reality. Cambridge: Cambridge University Press, p. 128.